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Finisce in parità l’anticipo tra Crotone e Atalanta. Una sfida dalle due facce quella dell’Ezio Scida: un primo tempo povero di emozioni, causa l’inagibilità del campo che ha letteralmente ostacolato le due squadre in fase di possesso e un secondo più vivace e godibile, grazie alle scelte tattiche dei due allenatori che fino all’ultimo non si sono di certo accontentati del pari. Pochi minuti prima del fischio d’inizio Gasperini sorprende tutti schierando a sorpresa l’inedita coppia Petagna-Cornelius per far rifiatare Freuler, in chiave EL. Nella prima frazione a farlo da padrone è la palese difficoltà delle due squadre nel costruire occasioni, complice un campo bagnato ( per usare un eufemismo). La prima vera occasione arriva al 10′ con Trotta che prova da lontano, ma il tiro è velleitario. Un minuto più tardi risponde l’Atalanta con Petagna di testa su cross di Spinazzola, ma Cordaz non ha problemi a bloccare. Si gioca a ritmi blandi, e le occasioni stentano ad arrivare. Al 17′ ci prova Martella dai 40 m, Berisha non trattiene, ma sugli sviluppi del corner seguente, il Crotone non ne approfitta con il colpo di testa di Ceccherini. I padroni di casa sembrano abituarsi ogni minuto che passa al campo e al 19′ è Nalini ad impensierire Berisha con un gran destro dalla trequarti, ma questa volta il portiere albanese si supera e spinge in calcio d’angolo. Al 22′ si rivede nei pressi dell’area calabrese la formazione orobica con Ilicic su punizione, ma è bravo Cordaz a respingere. Nel secondo tempo gli ospiti entrano più decisi, ma fanno ancora fatica a costruire il possesso. Il Crotone prova a sorprendere la difesa nerazzurra ancora con l’incursione dalla sinistra di Martella, ma arriva tardi sul secondo palo Budimir. Gasperini prova a dare più qualità al centrocampo e inserisce al 55′ Freuler per Petagna, ritornando al classico 3-4-2-1. Con lo svizzero in campo la Dea fraseggia con più scioltezza, dando l’impressione di poter passare in vantaggio da un momento all’altro: al 65′ Spinazzola pesca in area Cornelius, ma il danese riesce a deviare solo di tacco. Al 68′ Zenga cambia radicalmente i suoi piani tattici, buttando nella mischia Ajeti al posto di uno spento Barberis. Cambio che poi si rivelerà azzeccato. L’Atalanta continua ad attaccare, ma senza esito positivo: al 73′ Ilicic sugli sviluppi di un corner pesca sul secondo palo il solito Masiello, ma è bravo Cordaz ad uscire in tempo. Al 77′ il neo entrato Ricci prova dal limite dell’area il cucchiaio alla Mertens, ma Berisha si allunga e para. Il Crotone ci crede e all’80’ viene ripagato: su cross in area Ajeti fa la sponda in mezzo, Berisha esce ma non trattiene e Mandragora di tapin scaraventa in rete. Gasperini prova il tutto per tutto e getta nella mischia il giovane Barrow, all’esordio assoluto in campionato, al posto di Hateboer. Il gabonese con la sua freschezza e dinamicità mette in difficoltà la retroguardia crotonese, dando maggior fiducia ai suoi compagni. Gli ultimi minuti del secondo tempo sono all’insegna della squadra nerazzurra che vuole a tutti i costi il pareggio, cosa che arriverà all’88’con Palomino che sugli sviluppi di un calcio d’angolo, viene servito in area da Masiello e batte Cordaz. Allo Scida finisce 1-1. Un punto da una parte perso per la Dea che si vede scavalcare dal Milan al settimo posto ( oggi vincente contro la Spal) e dall’altra guadagnato per il Crotone di Zenga che si stacca di quattro punti dalle zone calde della classifica.

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Marco Alborghetti

The author Marco Alborghetti

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