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Atalanta, Gasperini a tutto campo:” Mercato sempre un fastidio. Atalanta esempio unico in Italia. Nazionale ha bisogno di vertici forti”

Ospite della DS, Gian Piero Gasperini, allenatore dell’Atalanta, si è concesso una lunga chiacchierata: “Oggi non è andata bene anche se avevamo il Napoli di fronte, una squadra forte. La partita è stata diversa dalle precedenti e ci dispiace averla persa. Il mercato sarebbe più giustificato a novembre come si faceva prima e per gli allenatori è sempre un fastidio. Vero che stiamo ricevendo tanto dal mercato ma ormai dall’anno scorso non possiamo più proporci solamente come una squadra che si vuole salvare. Sia Spalletti che Di Francesco hanno fatto cose straordinarie nella prima parte, poi tenere il ritmo di Napoli e Juve è molto difficile e il paragone è un problema. Anche le altre, rispetto all’inizio, lo stanno rendendo più difficile ed equilibrato e sarà più dura per loro. Berardi non sta mantenendo le aspettative ma ha colpi straordinari. C’è sempre qualche intoppo che impedisce la maturazione completa nei nostri giovani. La Lazio negli ultimi anni ha sempre pescato bene ed ha un potenziale straordinario: farà un gran girone di ritorno. Milinkovic-Savic è straordinario, un giocatore da grandi squadre. Crotone? Sono contento per la squadra e per Ricci, che ha segnato un gol importante. Il Napoli quest’anno è convinto che sia l’anno buono per vincere e nelle giornate più difficili vedi che sono animati da uno spirito diverso. Atalanta? Stiamo vivendo qualcosa di piacevole per tutti ma con un equilibrio giusto. C’è gente molto concreta e si è creato un ambiente fantastico, l’ideale per fare calcio. Qualcosa che piace anche in giro e che ci permettere di programmare per il futuro. Siamo un esempio unico in Italia, dovuto anche alla proprietà che ha un legame fortissimo con la Dea, un riferimento nella loro vita. Si stanno avvicinando alle eccellenze degli imprenditori di provincia, che danno il contributo disinteressato alla comunità. Non trovo riferimenti così simili in Italia e rende tutto unico. Poi contano i risultati. Quando raggiungi questi risultati e questa forza, che nessuno si aspettava riuscissimo a ripetere, significa che l’impegno dovrà essere sempre quello di avere una squadra competitiva. Italia? In questo momento ha bisogno di una Lega forte e di vertici forti. Per la nostra generazione la Nazionale è sempre stato un riferimento incredibile. In Nazionale ci vuole il contorno, delle squadre che lavorino bene. Penso comunque che il nostro movimento sia competitivo anche se stiamo vivendo una stagione difficile. L’Italia ha un numero elevato di ragazzini che giocano a calcio con passione e potranno tirare fuori qualcosa di buono. Ci vuole un progetto sulla Nazionale e capire se interessa e si vogliono proteggere i vivai e i settori giovanili o tutelare solo le prime squadre. Credo di essere stato fortunato in altre esperienze, come Crotone e Genova, ma il ritorno che c’è stato a Bergamo è stato di una dimensione totalmente diversa. Non ho inventato niente, ho avuto la fortuna di trovare un tessuto già presente: i ragazzi, le strutture, la società… Ho avuto la fortuna di incontrare Percassi e realizzare il suo desiderio. Avere una squadra giovane e costruita in casa. Stranieri brocchi? A volte è un problema ma occorre un cambiamento di mentalità, non mettere picchetti o leggi particolari. Serve più attenzione sui nostri giocatori e non possono giocare uno, due giocatori italiani su undici, sennò soffriremo sempre“.
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Marco Alborghetti

The author Marco Alborghetti

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