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Juventus, Bonucci: “Questa è casa mia, mi sento di dover rispondere sul campo”

Oggi è stato il giorno di Leonardo Bonucci, il giorno che tutti i tifosi bianconeri aspettavano, per sentire le parole del difensore che l’anno scorso li tradi’, per vestire la maglia rossonera e soprattutto la fascia di capitano. Lo stesso Bonucci che esultò contro la Juventus allo Stadium, con il famoso gesto “sciacquatevi la bocca”, dopo i fischi subiti durante l’incontro. I tifosi restano ancora divisi, perdonare non sarà facile, certo è che il difensore bianconero dovrà dimostrare sul campo di lottare fino alla fine, ancora una volta, per riconquistare la fiducia di quei tifosi che ancora non dimenticano.

Queste le parole di Bonucci oggi in conferenza stampa.

 “Casa mia mi è mancata, non vedo l’ora di iniziare con entusiasmo, voglia di migliorare e tanti obiettivi da centrare.

Quelle che sono successe con Allegri sono discussioni che fanno parte delle annate calcistiche. Ci siamo visti più di una volta dentro e fuori dal campo nel corso di premiazioni. Il nostro rapporto è ottimo e da persone intelligenti ci siamo stretti la mano come successo in tante occasioni. A Londra, quando ho ritirato il premio della top 11, avevo dedicato a lui quel premio perché secondo me negli anni passati insieme, grazie ad Allegri sono migliorato soprattutto nella gestione della partita. Sono cose che succedono, si guarda avanti ancora più veloci di prima.

Quando ho scelto di andare via dalla Juve, le emozioni hanno preso il sopravvento. Poi ho capito che le decisioni prese nel momento di rabbia non sono quelle giuste. Grazie al Milan, ai dirigenti e al presidente Agnelli sono tornato in quella che considero casa mia.

Mi sento di dover rispondere in campo, perché sono un professionista. Se oggi si presentasse un’offerta per lasciare la Juventus non ci penserei mai, in quest’anno sono cresciuto a livello umano e ho metabolizzato. Negli anni in cui l’ho vissuta, la Juventus è stata tutto per me. Ho vissuto vicissitudini extracalcistiche importanti e la Juve mi ha sempre fatto sentire il mio appoggio. Quando ci siamo lasciati, è stato con un abbraccio col presidente. Forse perché in cuor mio sapevo che sarei tornato. Oggi comincia una nuova sfida, con nuovo entusiasmo e nuove emozioni. Sono cresciuto come uomo, devo recuperare qualcosa come calciatore. Difenderò questa maglia come ho fatto nei sette anni passati, quando scendo in campo per me non esiste nient’altro che puntare alla vittoria.

Viste le precedenti annate, avere Ronaldo dalla parte nostra, semmai dovessimo incontrare il Real Madrid almeno non partiamo 1-0 per loro. Allenarsi con lui è uno stimolo, non tralascia nulla ed è sempre concentrato: ci permette di alzare il livello, in una rosa già ampia e qualitativa. Nelle partite europee la differenza la fanno questi dettagli qui. Ho la fortuna di essere tornato qui, sarà stimolante la concorrenza e sarà bello allenarsi ogni giorno e dare il massimo.

Ora la mia voglia e il mio entusiasmo sono tutte concentrate sulla Juve. Non voglio essere banale o ripetitivo, ma qui mi sento a casa.”

Una battuta sullo sgabello di Oporto: “Sfatiamo il tabù: il mio posto ce l’avevo, ma vivo la partita in modo nervoso e perciò sono spostato perché ero in mezzo ad altre persone, mettendomi in un posto che poi si è rivelato occupato. Quindi mi sono messo in piedi lì nel lounge, poi ho preso lo sgabello perché mi ero stancato e quella è stata la mia rovina (ride). Ma non è stato lo sgabello di Oporto a farmi andare via.”

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Cristiano Anastasi

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