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L’Atalanta non trova più la via del gol e adesso la classifica piange

Buona prestazione, am ancora una volta l’esito è stato negativo. L’Atalanta esce dal Franchi con l’ennesima sconfitta, ma questa volta i due gol sembrano pesare come macigni sul groppone di Gasperini. Il Var non toglie un rigore gentilmente concesso da Valeri a Chiesa, trasformatosi per l’occasione nella copia di Neymar, visto il palese tuffo in area, ma aldilà delle recriminazioni arbitrali, i nerazzurri devono prendersela con se stessi adesso, perché la luce fuori dal tunnel sembra essere sempre vicina, ma la crisi è di un nero senza precedenti.

BLACKOUT- L’Atalanta nelle prime 7 giornate ha racimolato solo 6 punti, vincendo solo all’esordio contro il modesto Frosinone, ultimo in classifica e incassando 10 gol. Un primo campanello d’allarme segno che nelle retrovie forse c’è ancora qualcosa da aggiustare, nonostante le ottime presazioni dei vari Masiello, Toloi e Palomino, uno dei più costanti in questo primo scorcio di stagione. Il secondo dato che più desta preoccupazione nei tifosi nerazzurri è il solito e vecchio vizio dell’aridità offensiva: In 7 gare, la Dea è andata a segno 9 volte, cifra leggermente inferiore a quella della passata stagione,  dove le reti erano state 12. Dal punto di vista difensivo, le reti incassate sono le stesse:10, ma da tenere in considerazione è la cifra tecnica delle avversarie dlla scorsa stagione, tra le quali, Roma, Fiorentina e Juventus.

ATTACCO IN PANNE- Brutti vizi e vecchi problemi. Papu Gomez sembra tornato ad essre il leader della squadra, ma da solo non può risolvere i problemi di un attacco palesemnte in difficoltà. Zapata, arrivato al posto di Petagna e di Cornelius per riportare la Dea in Europa, in acmpionato è ancora a secco, ma le colpe non sembrano essere in toto sue. Il colombiano si sbatte, lotta, ma i cross giusti sono veramente merce rara in questo inizio di campionato. Barrow sembra aver bruciato le tappe troppo in fretta, e forse l’exploit del finale di stagione passato lo ha riempito solo di elogi controproducenti a livello mentale. L’assenza di Ilicic si sta facendo sentire come non mai, ma finché lo sloveno non avrà recuperato al 100% sul piano fisico, la sua presenza in campo rimarrà solo ideale. Già due anni fa Gasperini si era trovato in una situazione così critica e quel giorno di Crotone-Atalanta dal buio assoluto nacque la Dea dei miracoli. Che sia giunto il monento di una nuova rivoluzione in casa nerazzurra?

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Marco Alborghetti

The author Marco Alborghetti

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