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Gasperini avrà tempo due settimane per ritrovare la sua Atalanta

Poca lucidità, stanchezza psicofisica e mugugni. Con queste tre parole si può descrivere la settimana da incubo dell’Atalanta. L’eliminazione con il Copenaghen doveva essere il fondo da cui rialzarci, ma le paure e l’obbligo psicologico di rinascere dalle nostre ceneri ha finito per farci cadere nuovamente nel buio più totale. Prima la maledizione dei rigori, ora la sconfitta casalinga con il Cagliari. Dea che ti succede?

Tranquilli, non è scoppiato nessun caso “Gasperini”, ma ora più che mai la sua esperienza e intrapredenza serviranno per ripartire. Forse neanche lui si aspettava una non reazione del genere con il Cagliari. Nel giro di tre giorni, l’Atalanta ha mostrato entrambe le facce della proverbiale medaglia, ma il risultato è stato sempre negativo. Dalle circa 30 occasioni create con i danesi, siamo passati ad un’inconsistenza offensiva senza precedenti. Le scelte tecniche-tattiche del mister sono sempre al centro del processo mediatico post-partita, perché si sa, è sempre l’allenatore a dover pagare pegno. Di certo Gasperini avrà che rimproverarsi su certe scelte, ma questo avverrà solo nelle segrete stanze, perchè ai microfoni è giusto difendere la propria posizione. Zapata poteva essere risparmiato all’inizio, visto le fatiche di Coppa. Gomez è imprescindibile. Pasalic impalpabile. Perché Berisha titolare?Sono tutte provocazioni giuste ma che hanno un’unica risposta in comune: spetta a Gasperini la scelta finale. Altra questione è il mordente, la fame di vittoria che dovrebbe essere insita in tutti noi, ma che spesso non basta a vincere le partite, e ieri la squadra nerazzurra ne ha avuto la prova. La volontà di ripartire ha avuto il sopravvento sull’ordine tattico, messo in subbuglio dalla compattezza sarda. Il campo ha rispecchiato l’andamento della partita, con un risultato giusto e che forse è arrivato nel momento migliore della stagione. Ora arriva la sosta e con lei Ilicic, il vero fulcro creativo della Dea, mancato per tanto, troppo tempo. Gasperini ha tempo due settimane per ritrovare quegli equilibri lasciati a Copenaghen. “Sai perché cadiamo Bruce? Per imparare a rialzarci” cita un famoso film di supereroi. E questo è il momento per farlo, Dea.

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Marco Alborghetti

The author Marco Alborghetti

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