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Atalanta-Spal, Gasperini: ” Calo probabilmente strutturale. Vedremo se cambiare atteggiamento tattico”

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Gian Piero Gasperini, mister dell’Atalanta, commenta così il pareggio in casa contro la Spal in conferenza stampa: “Abbiamo avuto occasioni per il 2-0. L’occasione c’è stata ma poi c’è stato un po’ di calo e questo è abbastanza evidente ma non è solo un calo probabilmente è qualcosa di strutturale che dobbiamo valutare. Il risultato poi è andato bene così perché con la pioggia e l’espulsione di Freuler eravamo in difficoltà. Le cose sono abbastanza associate tra calo fisico e mentale ma subiamo gol da schierati per cui è qualcosa di più complicato e difficile da limitare. Con le difficoltà a recuperare palla diventa tutto più complicato. Quando ho fatto quelle sostituzioni era perché a quel punto era importante non perdere il match. Il bicchiere comunque è mezzo vuoto perché per lunghi tratti abbiamo dominato noi. Quando hai l’opportunità di chiudere le partite e non le chiudi è ovvio che rimane sempre aperta. Tra gol, pali e capacità nel tiro noi abbiamo dimostrato di avere la stoffa ma nel campionato italiano è dura, le squadre crescono e ovviamente un po’ di fatica ce la portiamo dietro. La sosta arriva bene ma non penso che poi cambi molto perché ripartiremo con partite molto toste e dure per 40 giorni. Non credo che sarà molto diverso, dovremo stare molto concentrati perché questo è un campionato difficile. L’atteggiamento tattico? Vediamo se cambiarlo, abbiamo perso capacità di tenuta e di contrasto fisico”.

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Atalanta-Spal, Gasperini:” Domani ci saranno difficoltà. Durante la sosta penseremo di più al campionato. Gomez dovrebbe giocare”

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Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida di campionato  con la Spal: «L’importante sarà fare punti ma la partita avrà difficoltà, conosciamo le difficoltà perché ha avuto respiro e una vittoria ci metterà in buona posizione. Secondo me la squadra ha affrontato le partite nel modo giusto anche in trasferta. L’unica che mi ha pesato è stata a Udine perché ho avuto la sensazione che l’Atalanta quando è in vantaggio deve fare qualcosa in più. L’Atalanta ha tante cose che gli mancano ma ha anche tante cose belle. Dovremmo tenere un po’ di più e soffrire un po’ di più e a Udine non mi è sembrato che avessimo dato tutto. Per domani dobbiamo raccogliere tutto il massimo dell’energia, non abbiamo bisogno di confronti con lo scorso campionato. Non siamo obbligati ad essere il top sempre, dobbiamo giocare compatti anche nelle partite in cui ci troviamo in difficoltà. Siamo umani e non riusciamo sempre a dare troppo».

APOLLON- «Stiamo bene, abbiamo avuto una grande accoglienza da parte dei tifosi in aeroporto, il punto è stato molto importante e la risposta dei tifosi è stata notevole. So come ragiona la gente e me la aspettavo. Il gol alla fine ha dato fastidio ma sono campi difficili e tosti, il terreno non era il massimo, dà fastidio ma la realtà è quella di un risultato molto buono e molto positivo. Era difficile a Cipro per l’ambiente e per il campo. L’Apollon non ha mai perso in casa. Dobbiamo avere più umiltà verso noi stessi altrimenti demoralizziamo questi ragazzi».

PROSSIMI IMPEGNI- «Ora la Spal e dobbiamo essere bravi nelle sconfitte e nelle vittorie, domani ci saranno difficoltà diverse ma non per questo sarà meno difficile. Ormai in Europa abbiamo ipotecato la qualificazione e domani sarà una partita molto ravvicinata, poi ci sarà la sosta e se tutto va bene dovremo dare la priorità al campionato e pensare alla coppa a febbraio. Non siamo già secondi, la coppa è molto vicina quindi nelle due settimane di sosta ci prepareremo al campionato a cui daremo priorità. Non possiamo essere schizofrenici nei giudizi in base alle vittorie o alle sconfitte delle singole partite».

SOSTA NAZIONALE- «Freuler, Gomez, Cornelius e Spinazzola giocheranno partite con i nazionali ma non gli altri che recupereremo come Cristante, Caldara, Ilicic e Kurtic. L’impegno con le nazionali saranno più ridotti rispetto agli scorsi mesi».

INDISPONIBILI- «Ilicic, Gomez e Cornelius li valuteremo oggi pomeriggio. Gomez dovrebbe giocare e Ilicic altrettanto anche se non è così certo».

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Atalanta a metà. A Udine finisce 2-1. Al gol di Kurtic rispondono De Paul su rigore e Barak nel secondo tempo

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L’Udinese si dimostra ancora una volta bestia nera della Dea che al Friuli inciampa nell’ennesima sconfitta esterna, ma ancora una volta il tutto avviene nella ripresa, dove la squadra orobica sembra subire da qualche settimana un netto calo psico-fisico. Centri o non centri la questione “Europa League”, la Dea nelle partite di campionato che hanno preceduto le partite di coppa ha sempre perso, segnale che qualcosa a livello mentale deve essere aggiustato. Come da copione, gli ospiti giocano un calcio di spessore  e grintoso nel primo tempo, con Ilicic ( sceso in campo all’ultimo momento per un Gomez non ancora al 100%) e Kurtic molto attivi in fase offensiva. Nei primi 10′ le due squadre sono ben organizzate in campo e nessuna delle due riesce a prendere in mano le redini del gioco. Bisogna aspettare il 25′ per assistere alla prima occasione del match con Danilo che cerca di impensierire Berisha con un tiro dalla distanza , ma è bravo il portiere albanese ad allontanare. Le squadre ora sono più lunghe e lasciano più spazio in mezzo al campo, e ad approfittarne sono gli orobici al 29′:  triangolo sulla trequarti avversaria Toloi-Ilicic, il brasiliano pesca con un’imbucata Kurtic che di destro insacca sotto le gambe di Bizzarri. I padroni di casa non demordono e cercano subito il pareggio prima con un grande sinistro dal limite dell’area di Adnan e poi sugli sviluppi di una punizione calciata male da Ilicic, Fofana in contropiede serve in area De Paul, ma viene ipnotizzato da Berisha. L’Atalanta ora soffre e cerca di difendere il vantaggio, ma l’Udinese spinge fortemente per il pareggio che arriva allo scadere dei minuti di recupero grazie ad un rigore concesso ingenuamente da Spinazzola con un tocco di mano e poi tramutato in gol da De Paul. Nel secondo tempo Gasperini capisce che a centrocampo ci vuole più organizzazione e mette subito al posto di De Roon Freuler, lasciato in panchina per farlo rifiatare. Come nel primo tempo, i primi 20′ sono all’insegna dello studio tra le due squadre e a tratti molto confusionarie, incapaci di costruire manovre offensive, con l’Atalanta che sembra nettamente in calo sul piano fisiologico e con i tifosi che iniziano a prevedere i fantasmi della debàcle di Marassi che puntualmente si fanno sempre più concreti al 69′ con Barak che in mezzo a 5 maglie nerazzurre riesce a far partire un bolide di destro che si insacca nell’angolino. Gasperini vuole una scossa là davanti e mette nel giro di 3′ Orsolini e Vido per un’ impalapabile Petagna nella speranza di creare qualche occasione pericolosa in area, ma l’Udinese si chiude bene e sembra avere un passo doppio rispetto agli orobici quest’oggi. Quando ormai sembra tutto deciso, ecco l’azione che potrebbe far tornare in corsa la Dea: al 83′ doppia clamorosa occasione per gli orobici che dapprima sbagliano un rigore con Cristante ( penalty giustamente convalidato con Var per chiara trattenuta in area del centrocampista  sugli sviluppi di un corner) e poi gol annullato per palese fuorigioco di Caldara su conseguente calcio d’angolo. Nonostante le clamorose chances sprecate, gli ospiti abbozzano fino alla fine un assedio in area bianconera, ma i nerazzurri sono opachi in area bianconera. Finisce 2-1 per l’Udinese, con Del Neri che per adesso salva la panchina grazie ai 6 punti conquistati nel giro di tre giorni. L’Atalanta torna a Bergamo con tanti rimpianti, ma con la testa già proiettata alla sfida di giovedi in EL contro l’Apollon Limassol, dove si dovrà subito tornare a fare punti ed evitare ulteriori corto circuiti.

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Udinese-Atalanta, Gasperini:” Udine campo difficile. Freuler? Anche a me sembrava stanco prima di mercoledi…”

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Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta, è in cerca del suo quarto successo consecutivo sul campo dell’Udinese di Delneri: «Udine è un campo tutt’altro che semplice, l’Udinese è un ottima squadra con giocatori forti anche sotto l’aspetto fisico e loro vogliono fare risultato. Noi andiamo ad affrontarla dopo una buona settimana a cui vogliamo dare continuità con grandi risultati e una buona posizione di classifica. Il nostro obiettivo è continuare a mantenere questo tipo di classifica. Anche in trasferta ora abbiamo bisogno di fare punto e risultati. Per ora abbiamo giocato in campi difficili fuori e per tutti le trasferte sono più difficoltose, l’anno scorso era stata un’eccezione fare così tante vittorie. L’Udinese è un’ottima squadra come organico, è una partita che per noi può essere importante per continuare il ciclo positivo. La squadra ora vuole vincere perché conosce l’importanza del risultato positivo di domani, è un momento del campionato dove puoi mettere delle buone basi».

EUROPA- «L’Europa c’è in mezzo e ci pensiamo ma andiamo avanti come abbiamo fatto in questi periodi preservando alcuni giocatori con delle buone risposte con il recupero di alcuni. Per ora abbiamo gestito bene la situazione senza infortuni gravi. Abbiamo una rosa di giocatori che potremo variare. L’obiettivo per me è la qualificazione, un passaggio notevole per novembre-dicembre, un mese denso di impegni con la coppa Italia e mettere in cassaforte prima il risultato sarà fondamentale».

FREULER- «Non abbiamo un termometro sicuro che ci dica quanto uno è stanco: Freuler mi sembrava stanco eppure poi ha dato il meglio di sé giocando.  Freuler è venuto fuori nel girone di ritorno e adesso sta giocando spesso nella Svizzera, è un giocatore di grande rendimento».

INDISPONIBILI- «Cornelius è fermo e bloccato. Gomez e Hateboer lo decidiamo oggi. Cornelius ha preso una forte contusione e in allenamento nel calciare ha fatto un movimento brusco. Il pestone preso dal Papu si sta portando avanti per quattro partite ed era una cosa imprevista che non ci voleva. La priorità è raggiungere la qualificazione giovedì, nel campionato hai più tempo per recuperare. In difesa con il recupero di Toloi dovremmo avere più alternative, speriamo di avere Gomez, gli attaccanti spendono di più e devono essere al meglio della condizione».

ILICIC- «È sempre stato un talento e quindi gli è stato concesso di essere un po’ incostante, tra genio e sregolatezza, per me ha la possibilità di essere più solido, continuo, carismatico e un riferimento per la squadra in tutte le fasi. Ha l’età giusta e la maturità per poter essere un riferimento più solido per la squadra. Il percorso simile, con caratteristiche diverse, fatto anche dal Papu.

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Europa League: Milan – Aek Atene FINALE: 0-0

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MILAN: G.Donnarumma, Musacchio, Bonucci, Rodriguez, Calabria, Suso, Locatelli, Calhanoglu, Bonaventura, Cutrone, André Silva. A disp.: Storari, Kalinic, Borini, Montolivo, Biglia, Paletta, Kessie. All.: Montella.

AEK ATENE: Anestis, Vranjes, Tzanetopoulos, Bakakis, Lopes, Simoes, Mantalos, Johansson, Galo, Lazaros, Livaja. A disp.: Tsintotas, Ajdarevic, Araujo, Bakasetas, Galanopoulos, Klonaridis, Giannoutsos. All.: Jimenez.

Milan – AEK Atene 0-0 FINALE

Finisce la partita in un freddo e gelido San Siro sul risultato di 0-0. Milan lento e prevedibile con l’Aek Atene tutti dietro la linea del pallone ma che non rinuncia a ripartire e sono proprio loro a sfiorare il goal del vantaggio con un disimpegno sbagliato di Musacchio e non solo. C’è ancora tanto lavoro da fare per Montella che non riesce a trovare l’abito giusto. Attenzioni a possibili rivoluzioni in tarda serata o domani mattina in panchina. Mirabelli arrabbiatissimo non casuale infatti lo spostamento durante la partita tra tribuna e panchina. Vediamo possibili soluzioni o se continuare così almeno fino a domenica. 

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Qualificazioni Russia 2018, Italia-Macedonia 1-1. Delusione azzurra. Con Albania obbligo vincere

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Delusione azzurra. Dopo la sconfitta di Madrid, la Nazionale azzurra delude ancora contro la Macedonia, pareggiando 1-1 e mostrando ancora una volta grandi lacune tecniche, oltre che psicologiche. Complici gli infortuni degli ultimi giorni, l’ex tecnico granata ha dovuto gestire una squadra letteralmente rimaneggiata, schierando un insolito 3-4-3, con un’altrettanto insolito tandem di centrocampo composto da Gagliardini e Parolo e l’esordio dal primo  minuto in attacco di Simone Verdi. Nel primo tempo gli azzurri sono partiti molto forte, proponendo un pressing aggressivo sui portatori di palla macedoni. Al 6′ arriva la prima azione pericolosa con Insigne che dopo uno splendido 1-2 in area con Immobile calcia sul portiere. Al 16′ si fa viva dalle parti di Buffon anche la Macedonia con Pandev che sugli sviluppi di una rimessa riesce a calciare in area, ma il tiro finisce nelle mani del portiere juventino. L’Italia fa fatica a costruire il gioco a causa del pressing macedone, ma nel giro di due minuti tra il 35′ e 36′ va vicina al gol del vantaggio dapprima con Insigne che di testa scalda i guantoni  a Dimitrievski e poi con Zappacosta pescato dallo stesso napoletano, ma svirgola al momento del tiro a rete. Sono i prodromi del gol che fortunatamente arriva al 40′: su azione insistita, Insigne pesca in profondità Immobile che in area trova da solo Chiellini per il tap-in vincente sotto porta. Nel secondo tempo, l’Italia decide di amministrare il vantaggio abbassando i ritmi, ma la Macedonia non vuole arrendersi e grazie al pressing crea più azioni offensive, per fortuna senza esito. Al 64′ entra Bernardeschi per Verdi e nella Macedonia subentra Trajkovski. Con l’attaccante del Palermo, gli avversari credono sempre più nel possibile pareggio che infatti arriva al 76′: Pandev serve sulla corsa Trajkovski che supera la difesa e incrocia benissimo alla destra di Buffon. L’ingresso di Cristante per Gagliardini non giova al centrocampo azzurro che continua a soffrire le ripartenze macedoni, ma nei minuti finali sono gli azzurri a credere nella vittoria, assediando di fatto l’area avversaria, ma ormai è tardi. All’Olimpico di Torino finisce 1-1. Ora con l’Albania si deve solo vincere, ma bisognerà aspettare i risultati degli altri gironi per capire il destino della Nazionale.

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Atalanta-Juventus, le parole degli allenatori della vigilia

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Gian Piero Gasperini, allenatore dell’Atalanta, parla in conferenza stampa alla vigilia dell’attesissimo match con la Juventus: “La Juve è sempre molto forte, ma noi vogliamo provare a fare risultato, perché per noi e per la nostra classifica è un match molto importante”. 

Gasp prosegue: “L’Atalanta non batte la Juve dal 2001? Riuscirci sarebbe straordinario, daremo il massimo. Fare risultato sarebbe straordinario anche per chiudere bene questo ciclo di gare“.

Sulla stanchezza post Europa League: “I risultati positivi alle spalle tengono il morale alto ed è più facile recuperare le energie. Dovremo tenere la concentrazione alta e sfruttare l’entusiasmo del momento“.

Su Caldara: “E’ strepitoso, si applica e cerca di migliorarsi sempre: sa di andare alla Juventus ma è molto attaccato e affezionato a questo ambiente. Non ha paura di affrontare le sue responsabilità e le sue debolezze. Prende iniziative dove prima era molto timido e delegava agli altri: un esempio”.

Su Spinazzola: “Sono convinto che farà bene anche lui. Passando le settimane le cose si vedono in modo diverso, nel calcio non puoi giocare per te stesso, devi essere integrato con lo spogliatoio ed essere emotivamente coinvolto“.

Anche Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida con l’Atalanta: “Partita difficile, arriva da una grande prova come quella di Lione. Dovremo metterci sul loro piano. Domani cambierò qualcosa, abbiamo giocato tante partite e qualcuno avrà bisogno di riposare. Chiellini sarà della partita, ma qualcosa cambierò. Da valutare le condizioni di Cuadrado”. Difesa a 3? Non la faremo sicuramente domani, mercoledì a fine primo tempo però ne abbiamo avuto bisogno. Bernardeschi? Non la faremo sicuramente domani, mercoledì a fine primo tempo però ne abbiamo avuto bisogno. I giovani della Dea? La prova che la Juve sta lavorando bene prendendo i migliori, l’Atalanta è un’ottima società dove poter crescere e il lavoro di Gasperini lo dimostra. Stanno facendo tutti bene, Caldara un po’ più avanti“.

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