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Champions League

Champions League Review: il punto dopo la 3° giornata

Anche la terza settimana di Champions League si è conclusa ed è tempo di analizzare partite, gol (45 in 16 partite), risultati e classifiche.

Complessivamente bene le italiane che chiudono la due giorni europea con due vittorie, un pareggio che sta stretto ed una sconfitta. Ma non perdiamo altro tempo ed andiamo a vedere nel dettaglio quanto accaduto con la nostra Champions League Review.

Super Juve ad Old Trafford. Un implacabile Dzeko trascina ancora la Roma.

L’esultanza di Paulo Dybala. L’argentino ancora a segno in Champions.

La Juventus è sicuramente, a detta di tutti, una delle favorite alla vittoria finale ed ogni volta che i bianconeri scendono in campo non fanno altro che dare ulteriori prove di ciò. La squadra di Massimiliano Allegri si presenta al teatro dei sogni, con umiltà, ma allo stesso tempo con la grinta e la consapevolezza di chi sa di essere più forte e di avere la possibilità di creare, in caso di vittoria, una mini fuga, dallo United e verso gli ottavi. La gara parte subito forte per i bianconeri che, padroni del gioco fin da subito, si riversano nella metà campo avversaria ed al minuto 17′ si trovano già in vantaggio: Pjanic inventa, palla per Ronaldo che senza pensarci troppo fa partire un cross dalla destra, leggermente deviato, sul quale si buttano sul primo palo Cuadrado e Smalling. Il roccioso difensore inglese non riesce ad evitare che la palla schizzi al limite dell’area piccola dove per sfortuna dello United c’è Paulo Dybala che facile facile mette la palla alle spalle di De Gea. 0-1 Juve, ancora Dybala (4° gol in 3 gare). La Juventus gioca bene, controlla la gara ed a parte un palo colpito nella ripresa dall’ex Paul Pogba, non subisce nulla e porta abilmente a casa i 3 punti.

Sei gol fatti, zero subiti, punteggio pieno e più 5 sullo United che rimane a quota 4. Nell’altra gara del girone, Young Boys e Valencia danno una mano alla squadra di José Mourinho, pareggiando 1-1 (Batshuayi e rigore di Hoarau) in Svizzera ed andando rispettivamente ad 1 ed a 2 punti.

Edin Dzeko e Lorenzo Pellegrini festeggiano insieme per la vittoria sul Cska. I due sono stati probabilmente i migliori in campo.

Edin Dzeko ci ha preso gusto. La musica della Champions lo esalta e differentemente dalle ultime prestazioni in Serie A, in Europa è un cecchino infallibile. La Roma, in casa con il Cska reduce da una vittoria in casa con il Real Madrid, parte bene e soprattutto sembra fin da subito sicura di sé. Al minuto 30′ la gara si sblocca e a farlo è ovviamente Dzeko, che in questo caso però segna uno dei gol più facili della sua carriera, rifinendo in porta da un metro l’assistenza di Lorenzo Pellegrini, arrivata dopo un bell’uno-due con El Shaarawy e soprattutto al termine di un’azione corale di ben 30 passaggi consecutivi. La Roma continua ad attaccare ed al 43′ trova il raddoppio ancora con Dzeko, che firma il suo quinto gol in tre partite, dopo la tripletta realizzata con il Viktoria Plzen. Nel secondo tempo il copione non cambia: Roma solida dietro con un grande Manolas, Pellegrini molto ispirato, e Dzeko in stato di grazia. Palla al gigante bosniaco, sponda per Pellegrini che lascia scorrere ed alle sue spalle arriva puntuale Cengiz Under, anche lui già a segno con il Viktoria, che trova questa volta un sinistro imparabile all’incrocio dei pali. 3-0 al 50′ ed anche al 90′. Roma che dunque ora conduce il girone a quota 6 punti e Cska fermo a 4.

Il Real fatica e si prende i fischi. Buon Bayern ad Atene.

Nel girone della Roma, un Real Madrid ancora una volta irriconoscibile fatica molto più del previsto conto il Viktoria Plzen, squadra a cui la Roma nello scorso turno aveva rifilato un secco 5-0. Nonostante ciò, la squadra di Lopetegui parte bene ed al minuto 11′ è già avanti grazie alla rete di Karim Benzema, che insacca di testa un bel cross dalla destra di Lucas Vazquez. Da questo momento però i Blancos tengono solo il possesso palla, senza riuscire a trovare il modo per scardinare nuovamente la difesa avversaria e rischiando qualcosa in contropiede. Alla fine del primo tempo il Santiago Bernabeu “tributa” una marea di fischi nei confronti dei propri giocatori e per le merengues anche sotto il piano psicologico si fa sempre più dura. Al minuto 55′ però ancora una volta Marcelo, come in campionato, trova il gol del 2-0, dimostrando di essere uno degli ultimi ad arrendersi ed un vero veterano. Sarà un gol fondamentale per il Real che soffrendo, prendendo anche gol al 78′ da Hrosovsky e con i “big” ancora deludenti, riescono comunque a vincere 2-1 ed a portare a casa i 3 punti, oltre ancora ai fischi al termine del match. Real a 6 punti a pari con la Roma in una classofica che vede un buon Viktoria fermo comunque ad 1 punto in classifica.

Bene il Bayern di Kovac, che in uno dei due anticipi di serata vince ad Atene per 0-2. I Bavaresi nel primo tempo tengono palla, ma vanno a sbattere sul muro greco che però nella ripresa crolla, prima al minuto 61′ grazie alla rete di Javi Martinez e poi al 63′ con il solito Robert Lewandowski. Uno-due terribile del Bayern che ora comanda a 7 punti, con l’Aek fermo ancora a zero. Nell’altra partita del girone dei tedeschi, un grande Ajax vince 1-0 con il Benfica con un gol del terzino destro marocchino Noussair Mazraoui, classe 1997, già in gol nell’1-1 della seconda giornata in casa proprio del Bayern. Ajax dunque appaiato con 7 punti ai bavaresi e, Benfica, con un piede fuori, a quota 3 punti.

Barcellona troppo forte anche senza Messi. Napoli: che beffa!

Rafinha Alcantara punisce l’Inter. 1-0 Barça.

Un Barcellona davvero troppo forte ed un’Inter che ci ha provato, soprattutto nella seconda parte della ripresa. Sì potrebbe riassumere così la super sfida di ieri del Camp Nou. Ironia della sorte, l’1-0 dei catalani lo segna proprio colui che ha sostituito in campo Leo Messi (come sappiamo grande assente tra le fila blaugrana), ovvero Rafinha Alcantara che per altro era uno degli ex della gara. Il minuto è il 32′ ed il brasiliano deposita in rete un cross telecomandato, dalla destra, di Luis Suarez (migliore in campo a fine gara). L’Inter è orfana di Nainggolan e la sua assenza effettivamente si fa sentire. Spalletti nella ripresa prova a dare una scossa là davanti inserendo Politano, Lautaro e Keita (passato anch’esso nelle giovanili del Barça), ma il Barcellona regge, l’ex Icardi non riesce a fare male ed al minuto 83′ la squadra di Valverde la chiude con la rete di Jordi Alba, imbeccato bene da Rakitić. Finisce 2-0 una partita che ci dice che l’Inter può e deve ancora crescere per competere con le top d’Europa. Nell’altra gara del girone si fanno male a vicenda (buon per i nerazzurri) Psv e Tottenham. In Olanda finisce 2-2 con Lucas Moura ed il solito Harry Kane che rispondono al vantaggio iniziale di Lozano (errore di Alderweireld), per un Tottenham che però, rimasto in 10 al 79′ per il rosso al portiere Lloris, si fa riprendere all’87’ da Luuk de Jong, in mischia. Barcellona dunque a punteggio pieno, Inter comunque salda al secondo posto con 6 punti e Psv e Tottenham bloccate a 1.

Lorenzo Insigne batte Aréola con un delizioso tocco sotto per il gol del momentaneo 0-1 Napoli.

Beffa colossale invece per il Napoli di Ancelotti. Gli azzurri giocano una gara quasi perfetta, annullando spesso e volentieri l’attacco atomico parigino e ripartendo bene in contropiede cogliendo anche una traversa con Dries Mertens. Il gol del vantaggio arriva al 29′, con Callejon che con una bella palla profonda, che taglia fuori la rivedibile difesa francese, trova Lorenzo Insigne che realizza il gol dello 0-1 azzurro. Nella ripresa Tuchel cambia modulo passando alla difesa a 3. Il Napoli gioca meglio ed ha la gara in pugno ma il Psg la pareggia con fortuna al 61′ grazie ad una deviazione in porta di Mario Rui su un cross dalla destra di Meunier. Fortunato il Psg e fortunato anche il Napoli, quando su un tiro di Fabian Ruiz, la palla sbatte su Marquinhos e finisce fra i piedi di Mertens che la mette in rete. Sembra fatta, ma al minuto 93′ con un sinistro da campione qual è, Angel Di Maria spezza i sogni di vittoria partenopei e realizza il gol del definitivo 2-2. Napoli secondo a quota 5 punti, Psg terzo a 4. Un gran bel Napoli dimostra ancora una volta di avere tutte le carte in regola per poter passare un girone davvero difficilissimo.

Reds e Cityzens senza problemi. Che Dortmund! Il Cholo si deve arrendere.

Nel girone del Napoli torna a comandare a 6 punti il Liverpool di Klopp. Reds che passeggiano facile sul fanalino di coda Stella Rossa (ultima ad 1 punto) vincendo ad Anfield 4-0 con le reti di Roberto Firmino, Salah doppietta (uno su rigore) e Mané che invece un rigore, prima del suo gol, se lo era fatto parare dal canadese Borjan.

Ottimo anche il City di Pep Guardiola, che vince 0-3 su un campo difficile come quello di Donetsk, contro lo Shakhtar di Paulo Fonseca. Gol di David Silva, Laporte e del neo entrato Bernardo Silva. City travolgente dunque, che supera il Lione in classifica, raggiungendo quota 6 punti, contro i 5 dei francesi che non vanno oltre ad un emozionante 3-3 in casa dell’Hoffenheim. Tedeschi che pareggiano addirittura al 92′ e che comunque rimangono a soli 2 punti alla pari proprio degli ucraini di Donetsk.

Travolgente ed inaspettato invece il risultato di Dortmund, dove il Borussia stende con un poker l’Atletico Madrid (Witsel, Raphael Guerrero doppietta e l’inglesino classe 2000 Jadon Sancho). 1-1 nell’altra gara del girone, in Belgio, fra il Club Brugge ed il Monaco del neo arrivato Thierry Henry, dopo ben 5 sconfitte in Ligue 1. Punteggio pieno per il Dortmund, insegue l’Atletico a 6 ed in coda i belga ed i francesi appaiati con un solo punto.

Importantissima vittoria 1-3 del Porto a Mosca contro la Lokomotiv (con Casillas che para un rigore sullo 0-0). Portoghesi primi a 7 e Lokomotiv ultimi ancora a secco di punti. In mezzo rispettivamente a 5 ed a 4 punti abbiamo Schalke 04 e Galatasaray, che si sono annullate in un comunque divertente 0-0 in terra turca.

 

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Andrea Marchesini

The author Andrea Marchesini

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